Galleria continua per capri palace Jumeirah: un idillio nel segno dell’arte

Il Capri Palace è, da sempre, sinonimo di amore per l’arte, in tutte le sue forme. E questo legame indissolubile si è ancor più irrobustito ed evoluto negli ultimi due anni grazie alla collaborazione tra il lussuoso resort e Galleria Continua.

Nata nel 1990 da un ex cinema di San Gimignano, la galleria fondata da Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo, ha raggiunto in circa 30 anni spazi espositivi in mezzo mondo: Pechino, Les Moulins, L’Avana, Roma, São Paulo, Parigi , Dubai, presso l’iconico hotel a forma di vela, Burj Al Arab, punta di diamante del gruppo Jumeirah, ed ora anche nella sister property di Anacapri.

Il nuovo allestimento pensato per le aree comuni del Capri Palace, compresa l’area di ingresso situata a ridosso della piazza Vittoria, quindi fruibile dal pubblico, vede quest’anno protagonisti gli artisti cubani Osvaldo Gonzalez e José Yaque. 

I progetti site-specific, appositamente pensati per il lussuoso resort e con forti legami al territorio, interpretano la volontà di concepire il soggiorno sull’isola come un’esperienza culturale ed estetica.
“Chiunque varchi la soglia dell’hotel percepisce immediatamente il valore che riserviamo all’arte”, commenta il General Manager e Vice Presidente regionale sud Europa e Regno Unito del gruppo Jumeirah, Ermanno Zanini. “Un valore aggiunto, sempre vivo e in evoluzione, infatti  l’hotel si contraddistingue da anni per un’importante collezione d’arte privata, il White Museum, una sorta di museo diffuso e per la sempre viva collaborazione negli anni con artisti di primo piano”.

Non si tratta semplicemente di arredare l’hotel ma renderlo testimone di una passione condivisa con gli ospiti, un occhio attento sul Contemporaneo, uno spunto di riflessione sul presente con lavori stimolanti e originali. 

Galleria Continua si distingue infatti per una tenace ricerca di talenti artistici a livello internazionale e un’indole visionaria che l’ha portata a espandersi così intensamente avviando collaborazioni e scambi culturali che hanno lasciato il segno. 

Per tutta la stagione estiva 2023, in mostra le opere di Osvaldo González e José Yaque che vanno ad aggiungersi all’installazione a parete di Pascale Marthine Tayou, in esposizione dallo scorso anno.

González si focalizza su un personale studio dei paesaggi e delle architetture attraverso l’utilizzo del nastro adesivo. Un materiale comune come lo scotch diventa conduttore di suggestioni poetiche. Tra i lavori esposti, è evidente il nesso con l’isola, soprattutto con l’opera Un amanecer en Capri, un’alba sui Faraglioni, e le Waves of Capri, che riproducono il movimento ondeggiante del mare, modellando ampi fogli di nastro adesivo. In tutti questi lavori l’effetto traslucido del materiale è accentuato dalla presenza della luce, elemento integrante dell’opera. Sebbene generalmente le sue opere ritraggano spazi interiori, hanno sempre una connessione con il paesaggio esterno attraverso la luce che entra da una porta o l’ombra di un albero che fa capolino.

L’artista invita a immaginare diverse storie; questo spazio abitato, privo della figura umana, ci rende partecipi della sua intimità.

Romanticismo e contemplazione verso l’orizzonte, così potrebbero essere sintetizzati i lavori dell’artista: “Il mare e la montagna diventano pretesti per discutere temi come l’insularità e l’emigrazione, dove siamo e dove vogliamo andare”, sottolinea Gonzalez.

Le opere di Yaque, una selezione dalla serie “Minerals”, investigano invece il quadro come oggetto. Per l’artista, la pittura è un atto corporale, agito dal corpo e non dalla mano. Attraverso la pittura, Yaque approfondisce l’origine del colore, creando un dialogo con l’universo geologico del sottosuolo, con tutti i suoi tipi di rocce e minerali.

Lo spettatore è catturato dal movimento e dall’energia che emana la tela: l’occhio si perde nella profondità e nel ritmo, nelle pieghe della superficie agitate da complesse sovrapposizioni di colore.

José Yaque accarezza la massa del pigmento pittorico per mescolare i colori e per stenderli dopo aver disposto una membrana di plastica sulla tela, creando venature multicolori che richiamano alla mente malachite, lapislazzuli, opale; la forza di gravità e le vibrazioni formano un magma che viene nuovamente trasformato quando l’artista avvolge con forza i quadri con una pellicola di plastica. Terminato il processo di essiccazione, l’artista rimuove lo strato protettivo generando una pittura erosa. Il risultato è un’opera caratterizzata dalla forza della natura, impossibile per l’uomo da realizzare solo con l’uso del pennello.

“Un’occasione unica quella che ho avuto: portare in mostra i miei lavori sui minerali a Capri, straordinaria isola rocciosa dove il legame con la natura è così forte”, conclude Yaque.

Due artisti di Cuba, per la prima volta, in mostra a Capri: un viaggio che, nel segno dell’arte, mette in comunicazione due isole così distanti grazie alla collaborazione tra Capri Palace Jumeirah e Galleria Continua.

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