Gallerie d’Italia Napoli: un nuovo museo per la città 

Si rinnova il percorso espositivo dedicato al Novecento presso la sede napoletana di Intesa Sanpaolo, situata nella centralissima Via Toledo, primo approdo al Contemporaneo per chi viene da Capri e dalla Costiera.

Vitalità del Tempo, a cura di Luca Massimo Barbero propone una selezione di circa 50 opere databili dal dopoguerra fino ai nostri giorni appartenute alle numerose banche incorporate nel Gruppo, a seguito di acquisizioni sul mercato e di importanti donazioni.

Un palazzo storico, realizzato su progetto di Marcello Piacentini nel 1940, che diventa luogo di condivisione del patrimonio artistico  con un approccio dinamico e “vitale” (da qui il titolo della mostra in continuo divenire). Un nucleo articolato che si compone, come un mosaico, di opere riunite nel tempo e ordinate per restituire un originale sguardo sul Contemporaneo. 

Il percorso espositivo parte dal monocromo come tema fondamentale degli anni Cinquanta e dall’Informale, passando all’immaginario Pop italiano, fino all’Arte Povera. Nel grande corridoio del secondo piano dell’edificio troviamo le opere rappresentative di varie tendenze di ricerca legate al colore, al racconto letterario, sino a giungere ai nuovi artisti concettuali. 

Non solo capolavori, ma anche opere meno conosciute, emblematiche della ricerca artistica di Lucio Fontana, Piero Manzoni, Alberto Burri,  Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti, Tancredi Parmeggiani, Sol LeWitt, Jannis Kounellis, Robert Rymane, Gerhardt Richter.

La sede di Napoli, insieme a quelle di Milano, Torino e Vicenza, è parte della rete museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidata da Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici della Banca. 

Il nuovo museo ospita la collezione proveniente da Palazzo Zevallos Stigliano, dov’era precedentemente collocato, ampliata con opere pittoriche e scultore di proprietà di Intesa Sanpaolo, mostre temporanee e opere di artisti contemporanei. Il visitatore passerà dal Seicento al Novecento per tornare nella Magna Grecia e all’improvviso ritrovarsi nel Contemporaneo. Ampio spazio è dedicato all’arte Napoletana e del Sud Italia, insieme alle opere più conosciute come il Martirio di Sant’Orsola del Caravaggio, oltre a tele e sculture di autori di ambito meridionale, ciò a rappresentare la connessione tra il museo e il territorio.

La sezione del museo dedicata al Novecento è stata ideata da Luca Massimo Barbero, curatore associato della collezione d’arte moderna e contemporanea di Intesa Sanpaolo. 

Napoli ha una tradizione straordinaria e un rapporto sempreverde con l’arte contemporanea. La molteplicità dei suoi musei, delle Fondazioni, l’attività delle gallerie già a partire dagli anni Sessanta, gli interventi di artisti contemporanei nelle sue aree pubbliche, e nei vari quartieri ne fanno un laboratorio unico in Italia di confronto quotidiano e sociale tra gli abitanti, i visitatori e il mondo creativo contemporaneo.

Gli artisti esposti in queste sale, che variano nel tempo, sono emblematici di un percorso immaginifico che dialoga con gli spazi e le architetture del posto confrontandosi in modo ambientale con lo spettatore. È il caso della scultura Complex Form di Sol LeWitt, costituita da cinque piramidi composte da cubi sovrapposti e del notevole Wall Drawing #340A, adattato appositamente per le sale delle Gallerie d’Italia. 

Alcuni spazi di questa sezione sono destinati ad accogliere iniziative di carattere temporaneo, concepite in un’ottica di dialogo e confronto, per armonie e dissonanze, con le opere della collezione permanente. 

Come emerge dalle importanti rassegne degli ultimi anni, gli itinerari espositivi temporanei rappresentano un cardine della programmazione culturale di Gallerie d’Italia. Accanto ai percorsi che espongono le opere della collezione Intesa Sanpaolo, infatti, il monumentale Salone al piano terra accoglie ciclicamente importanti mostre, consentendo con una superficie di circa 1500 mq, di progettare allestimenti di grande impatto e valore culturale.

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