Julian Navarro è un imprenditore culturale con oltre vent’anni di esperienza nel mondo dell’arte internazionale.
Ha prodotto e curato progetti in collaborazione con musei, istituzioni, gallerie e fiere d’arte.
Dal 2014 ricopre l’autorevole ruolo di direttore di CONTEXT Art Miami, lavorando a stretto contatto con galleristi, curatori, artisti e collezionisti. Negli anni ha lanciato e diretto eventi di successo come Art New York, Palm Beach Modern + Contemporary, ed è al timone del colosso Art Miami Show Group.
Sotto la sua guida, queste fiere si sono confermate come destinazioni accreditate e mercato di riferimento per collezionisti di mezzo mondo, attraendo opere delle principali gallerie internazionali.
Basti pensare che Art Miami, l’evento attorno al quale tutte le fiere collaterali si svolgono, è la fiera dedicata al contemporaneo più longeva della città e la più frequentata d’America.
Nata nel 1989, ben prima del fatidico 2002 che segnò l’arrivo di Art Basel, è oggi riconosciuta come leader nel settore, collaborando con alcune delle gallerie più rispettate a livello globale.
Più che una fiera, un happening che include al suo interno le “sorelle” Context Art Miami, Aqua e Art Wynwood, durante la settimana più attesa degli Stati Uniti per collezionisti, mercanti d’arte, art-dealer, e appassionati di arte del ventesimo e ventunesimo secolo.
Navarro ha preso le redini di Context Art Miami dieci anni fa, ma già dal 2009 ne seguiva progetti come curatore indipendente.
Dopo 25 anni di esperienza con fondazioni, gallerie e artisti, una passione per l’architettura ed una formazione da curatore, è un figura chiave per l’organizzazione di un evento artistico di alto profilo: “Quando organizzi una mostra devi saper interpretare lo spazio” commenta Navarro, che continua: “Ogni anno a Miami miriamo ad offrire ai clienti un’esperienza migliore di quella dell’anno precedente, ponendoci in ascolto delle loro richieste e delle tendenze del momento, talvolta anticipandole, facendo così in modo che il visitatore non si annoi mai, e gli sembri di essere ogni volta in un posto nuovo”.
Per fare ciò c’è bisogno di avere alle spalle una struttura solida, un grande gruppo come quello consolidato di Art Miami Show che è arrivato ad accogliere ben trecento gallerie tra Art Miami, Aqua, Palm Beach e la neonata Miami Modern + Contemporary, che si distinguerà come boutique art fair, ovvero una fiera più a misura d’uomo con sole cinquanta gallerie partecipanti, tra le più quotate.
“Con un programma, ed una stessa organizzazione, siamo in grado di seguire tante piattaforme, e differenziati appuntamenti fieristici in più città. Proprio questo approccio, questa cura al dettaglio, alla componente tecnica quanto a quella umana e professionale hanno contribuito al nostro successo.
Nonostante i nuovi mercati e la competizione globale, siamo ancora la seconda fiera più visitata al mondo. Questo soprattutto per la molteplicità dell’offerta artistica che proponiamo. Dai nomi del momento, ai mid-career, agli emergenti. Sculture contemporanee, la fotografia, i nuovi media, gli NFT, l’intramontabile pittura: cerchiamo di interpretare tutti i linguaggi e le più diverse realtà.
Ho sempre pensato, essendo anch’io un collezionista, che se acquisti un’opera devi farlo per passione, e sentirti guardiano di quel pezzo d’arte, che passerà di mano in mano. Quando mi chiedono quale sia l’investimento migliore nell’arte io rispondo sempre che senza apprezzare la bellezza, il messaggio che quell’artista ha voluto comunicare, non si comprende il valore di possedere quella determinata opera, ed il piacere di averla in casa e poterla ammirare ogni giorno”.
Il Sud della Florida continua a rappresentare il migliore mercato invernale per il settore. Proprio qui, in occasione dell’art week di Miami, che ha luogo ogni anno la prima settimana di dicembre, è avvenuto l’incontro di Navarro con Capri, grazie alla partecipazione della Liquid Art System, il circuito di gallerie di Franco Senesi.
“Siamo orgogliosi di poter dire che facciamo grande ricerca sui programmi delle gallerie, supportiamo quelle che presentano opere meritevoli. E proprio questo è accaduto con Capri. A Miami ho conosciuto Franco e ho amato sin da subito le sue proposte e l’originalità delle opere esposte.
La selezione della Liquid era davvero unica, con autori che non avevano mai partecipato alla fiera ma che ci hanno impressionato dal primo momento. Buoni artisti, buona reputazione, ottime vendite. Questo andamento è diventato virale e la partecipazione di Liquid una costante.
Non si tratta solo di presentare un buon programma, e di fare un investimento finanziario, la vera determinante è la componente emozionale della galleria. Ed in Franco ho subito riconosciuto quest’audacia, quest’intraprendenza. Una visione: portare i suoi artisti su un palcoscenico internazionale, fare lui stesso scouting intercettando le richieste del momento e le nuove proposte per portarle ad alti livelli. Già dieci anni fa mi diceva che un giorno avrebbe aperto una galleria a Miami, e l’ha fatto!”.
Quest’anno per la prima volta il direttore Navarro ha visitato Capri ed è stato amore a prima vista. Giunto in occasione della performance in Piazzetta di Tiffany Trenda, che ha collegato idealmente Capri a Miami (l’evento artistico aveva tenuto a battesimo la nuova galleria di Senesi in Florida lo scorso dicembre), sono tante le idee ed i progetti in cantiere per l’isola.
“Non è un mistero che il 60% delle opere che si vendono a Capri ed in costiera approdino negli Stati Uniti, quindi per la Liquid il mercato americano è quello di riferimento ed il fil rouge con gli USA sempre più stretto”. Commenta Senesi che chiosa: “A Miami hai modo di comprendere cosa succede sul mercato, conoscendo simili realtà fieristiche capisci che se vuoi confrontarti con i top player del mercato internazionale devi necessariamente frequentare questa piazza. Ora non ci resta che creare dei ponti che uniscano destinazioni così lontane, eppure così vicine, come Capri e la Florida”.
Stay tuned.