Jeunesse d’amour: capri e le isole eolie viste da Roberto di alicudi

Jeunesse d’amour è il titolo della personale di Roberto di Alicudi allestita nelle sale dell’oppio di Villa Lysis.

La casa-museo, consacrata all’amore e al dolore, è dedicata a quella gioventù amorosa che Jacques Fersen visse col suo amante Nino Cesarini dal 1905 al 1923, anno in cui si tolse la vita per un cocktail fatale di cocaina e champagne, consumato proprio nelle stanze della fumeria. 

Un corpus di oltre cinquanta quadri divisi in due nuclei tematici che evidenziano la coerenza espressiva dell’artista, il suo interesse per l’anima dei luoghi, il mito, e l’amore incondizionato per Capri e la Sicilia.

Sebbene fortemente ispirata dalle suggestioni legate a Villa Lysis, e dalla vita del Barone e poeta che scelse Capri per il suo esilio volontario da Parigi nel 1903, parte della mostra è dedicata alle isole Eolie, patria d’adozione per Roberto, affascinato a tal punto dalla bellezza estatica e spirituale della piccola isola di Alicudi da ergerla a suo nome d’arte.

Le opere sono state quindi ripartite attorno ai due tondi pittorici che ritraggono l’isola di Capri, nelle sembianze di Donna Capra, e le isole Eolie raffigurate invece da Donna Ericusa. 

L’artista restituisce la sua personale visione poetica e fanciullesca in opere intellettualmente vivaci, ricche di rimandi, trasportando il visitatore in una dimensione estrosa che offre più spunti di lettura e lo fa con uno stile estremamente personale seppure con riferimenti agli stilemi dell’arte Naïf.

Un “racconto” che accoglie molteplici storie sul Genius Loci, che hanno arricchito nel tempo l’immaginario dell’artista. Un sapiente mix di leggenda e fantasia con una singolare rilettura della rappresentazione pittorica classica che attinge in egual misura dalla storia e dalla mitologia con riferimenti alle tradizioni, ai riti pagani ed esoterici che pure costituiscono un intrigante aspetto nella storia delle isole.

Tassello dopo tassello, prende forma un mosaico colorato in cui si intrecciano da un lato leggende e personaggi a metà tra il sacro e il profano strettamente legati alla tradizione eoliana e dall’altro gli aneddoti frivoli della mondanità caprese insieme ai paesaggi iconici. 

In ambedue e le sezioni espositive, Capri e Alicudi, le opere sono caratterizzate da un segno “buffonesco” che ritroviamo in egual misura nelle fisionomie di popolani e personaggi aristocratici.

Ritroviamo la marchesa Casati Stampa con il fidato leopardo e un pavone blu, il sadico De Sade, la temeraria principessa Pignatelli nel severo costume rosso cupo e altri viveurs dell’epoca. Matermania, i Faraglioni, la Torre dell’Orologio, il Bar Tiberio, Casa Malaparte, la Grotta Azzurra, Punta Tragara ed altri luoghi universalmente famosi che non potevano sfuggire alla virtuosità dell’artista.

“Roberto di Alicudi – commenta la curatrice della mostra Valentina Rippa – predilige una simbologia allusiva ed ironica, rifacendosi ad uno stile pittorico buffonesco, reinterpretato nel gesto e nel pensiero, con una grazia antica, che è studio e cura del dettaglio, rispetto per l’anima dei luoghi, devozione per il silenzio”.

La mostra si compone di dipinti di piccole dimensioni, caratterizzati da un particolare uso della luce e del colore ad olio che viene steso su vetri originali d’epoca; anche le cornici utilizzate sono frutto di una attenta ricerca da brocante, pertanto una è diversa dall’altra.

La tecnica minuziosa con cui tutte le opere sono realizzate è l’arte dei Pincisanti, appresa nei borghi antichi della Sicilia: si parte da un dettaglio dipingendo ad olio su vetri antichi in maniera speculare rispetto alla resa che si vuole ottenere e si “scopre” il risultato soltanto a dipinto finito.

In esposizione anche una videoinstallazione in cui è ripresa la performance realizzata dall’artista con la comunità di arcudari ispirandosi al “sentire collettivo” di cui Diefenbach sul finire dell’ottocento fu il fautore nell’isola di Capri.

Con Jeunesse d’amour, attraverso un continuo gioco di rimandi e di stratificazioni spazio temporali, l’artista restituisce l’emozione di paesaggi intimi e ricordi, la bellezza esplosiva della natura, le affinità tra un’isola e l’altra, e tutta la poesia del suo sguardo sul mondo.

A parte le tematiche ricorrenti in tutta la produzione dell’artista, relative alla memoria culturale, in Jeunesse d’amour, prevalgono stereotipi di vita caprese, che mettono in luce la mondanità e le mode, con riferimenti espliciti a intellettuali e flâneurs provenienti da ogni angolo del mondo, spinti da quel desiderio perenne di fuga dalle convenzioni, e l’aspirazione ad una vita di utopia che sull’isola sembrava possibile.

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *