”La mia casa deve essere aperta al sole, al vento e alle voci del mare – come un tempio greco – e luce, luce, luce ovunque!”.
Questo il desiderio dello scrittore e medico svedese Axel Munthe per la Villa che fece edificare nel 1885 sui resti di un’antica cappella dedicata a San Michele.
Oggi quella casa museo non solo è aperta al mare, al sole e al vento, ma è sinonimo di apertura culturale, vivacità e partecipazione.
Con una media di circa 125 mila visitatori l’anno, sono tante le attività che si alternano durante l’intera stagione turistica ed oltre, per una calendarizzazione che spazia tra festival cinematografici, rassegne d’autore, concerti, mostre site-specific.
Tra queste ultime, spicca la consacrazione a spazio espositivo dell’area Olivetum, che ha di recente ospitato la mostra “Dioranimalia”, trasformando il padiglione (incastonato nel rinomato giardino della villa-museo) in una giungla contemporanea, con le opere degli artisti e designer Andrea Anastasio e dei fratelli Campana, dopo aver inaugurato lo scorso anno con la personale di Isabella Ducrot in collaborazione con la galleria Gisela Capitain di Colonia.
L’apertura al Contemporaneo è confermata dalle ultime due edizioni del Festival del Paesaggio che hanno visto alternarsi autori internazionalmente riconosciuti come Patrick Tuttofuoco, Ilya Kabakov, Paolo Canevari, Goldschmied & Chiari e molti altri.
La rassegna ideata e curata da Arianna Rosica e Gianluca Riccio vede gli artisti coinvolti in progetti di residenza e interazione col territorio.
Stesso discorso per il Festival Salotto della Sfinge, ulteriore testimonianza della vitalità di Villa San Michele che organizza mostre, concerti e talk, aprendo ogni anno (dal 2019) con un’esposizione a tema: dalla pluripremiata designer svedese Monica Förster, alla fotografia di Lotta Antonsson, il percorso dedicato alla bellezza sull’arte serica di San Leucio raccontato attraverso i tessuti di Annamaria Alois, e le sculture dell’ Illustratrice e scenografa, Liselotte Watkins.
Chiave del successo della programmazione culturale della Villa di Munthe è la contaminazione, sinonimo di interscambio e ibridazione con enti ed istituzioni come forma di arricchimento reciproco. Ne è un chiaro esempio la collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), con cui è attiva già da anni una convenzione per la realizzazione di attività culturali e promozione.
Un’ antica passione quella di Munthe per l’archeologia, testimoniata dalla mostra curata da Katriona Munhte (nipote del medico svedese) e da Michele Iodice “Honesta Voluptas”, ospitata al Museo Archeologico di Napoli nel 2023. Il progetto dall’alto valore archivistico-documentaristico verrà proposto in nuova forma in occasione dell’anniversario della nascita di Munthe, il prossimo 31 ottobre.
Un continuo dialogo tra passato e presente. Tante sono le sculture e i reperti conservati nella Villa, dalla Sfinge egiziana in granito rosso, alla testa di Medusa in marmo bianco, probabilmente originaria dal tempio di Venere e Roma, e il busto di marmo dell’imperatore Tiberio, scolpito in marmo venato circa 2000 anni fa.
Deus ex machina di tutti i progetti culturali che interessano la Villa Museo è la soprintendente Kristina Kappelin – insieme al team eventi guidato da Luca Grossi.
Da sempre un luogo privilegiato di cultura e storia, circondato da un giardino eletto nel 2015 parco più bello d’Italia, la Villa è stata lasciata in eredità al governo svedese proprio dallo stesso Munthe ed è oggi sede del Consolato di Svezia.
Qui personaggi come Oscar Wilde, Rainer Maria Rilke, Henry James, Greta Garbo, la marchesa Casati Stampa – per citarne alcuni – hanno dimorato e lasciato un segno indelebile del loro passaggio.