Il mare come paesaggio emozionale

“Il mare non bagna Napoli” recitava Anna Maria Ortese, descrivendo l’aridità cittadina del dopoguerra ed il mare come spaesamento.

I dipinti di Antonio Sannino sembrano imporsi come un contrappasso a questa massima, così vera negli anni ’50, ed inserirsi a pennello nel rinnovato immaginario di una Napoli sempre più contemporanea, calda, avvolgente.

I litorali di Napoli e della vicina costiera splendono negli occhi dell’artista e in quelli dei suoi spettatori testimoniando un legame con l’elemento marino che affonda radici intime, autobiografiche, di cuore.

“Sin dalla tenera età frequentavo le spiagge assolate del lungomare e la costa rocciosa della collina di Posillipo. Ricordo di essere stato da subito attratto dalla trasparenza del mare, dalla sua limpidezza, e restavo estasiato per ore a contemplare quella meraviglia. Proprio in quei momenti in cui mi eclissavo dal resto del mondo,  ha avuto inizio la mia passione per questa grande inesauribile fonte di vita che è l’arte”, commenta Sannino, napoletano di nascita.

Le inquadrature marine sono diventate la sua firma. Bassi fondali, acque limpide, riflessi, adagiati su un supporto moderno ma con una tecnica antica: un linguaggio diverso, atto a comunicare  tutta la bellezza del nostro Mediterraneo. 

Luci, scorci, contrasti, nulla è lasciato al caso, come fossero frame di un film. Sequenze, paesaggi emozionali, Sannino è maestro nel restituirci il calore di una giornata di sole e cristallizzarla nel tempo attraverso le sue opere.

Il mare, e più in generale l’acqua, è inteso come metafora di contaminazione, cultura, di ibridazione. C’è qualcosa nei paesaggi marini dell’artista che va oltre la realtà, la supera. La purezza delle acque ci invita a preservare il candore del nostro animo e quello del pianeta che abbiamo la fortuna di abitare.

La sconfinata gamma di colori e sfumature di cui Sannino si serve ci aiuta a riflettere sulla nostra vita e sui rapporti umani. “L’acqua limpida è un monito a  vivere in modo “trasparente” i nostri giorni. Si tratta di un gioco di corrispondenze: il rapporto con l’opera impone all’artista di essere trasparente proprio per farsi penetrare da essa fino in fondo”.

Ciò che oggi vediamo nei lavori di Sannino è il risultato di anni di ricerca e di studio. La tecnica si è perfezionata sempre più, sperimentando l’utilizzo di una resina che rende ancora più lucenti, vetrificati, i colori ad olio distesi su supporti di alluminio. 

“Ho iniziato con un classico, l’olio su tela, ma un artista ha il dovere morale di andare avanti e ricercare continuamente, superando la tradizione; un giorno in studio ho iniziato a dipingere su una lastra di alluminio, e sono rimasto sorpreso da quanta luce potesse scaturire da quel metallo una volta steso il colore. Così nasce la collezione ‘Shining’ che mi ha dato la possibilità di passare dal bidimensionale ad una visione tridimensionale dell’opera. Lo spettatore rimane rapito dalla luce che emana il dipinto, creando una sorta di interazione. Mentre nella tecnica tradizionale lo sguardo segue la luce rappresentata sull’opera, in questa avviene esattamente il contrario: la luce segue lo sguardo quando lo spettatore attraversa l’opera da un angolo all’altro”.

La carriera di Sannino è ricca di contaminazioni ed esperienze all’estero: prima oltremanica poi oltreoceano, dove ha sin da subito riscosso notevoli consensi. Tante le mostre istituzionali in siti museali quali il Maschio Angioino di Napoli, il Museo del Vittoriano a Roma, la Fondazione Stelline a Milano, nonché la presenza costante da oltre dieci anni nelle fiere di settore a Miami, New York, Londra, Istanbul.

In tal senso, Sannino rappresenta uno degli artisti di punta della Liquid Art System, sicuramente tra i più riconoscibili del brand del circuito di gallerie cui è legato da un rapporto di lunga data.

“Alla Liquid devo molto, sono cresciuto artisticamente grazie anche alla perseveranza ed ai continui sforzi di una grande figura imprenditoriale alla guida di questa azienda, il gallerista Franco Senesi. Sono più che contento e soddisfatto dei risultati ottenuti. La Liquid rappresenta un punto fermo nella mia carriera artistica e più in generale nella mia vita”.

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